Мuseo a cielo aperto

Музей под открытым небом

La Sardegna è una delle terre più antiche d’Europa, abitata già dal neolitico (6.000 anni a.C.). Numerose le tracce della presenza umana in Età della Pietra e del Rame (2.500 a.C.), come le cosiddette “Domus de Janas” o “case delle streghe” – siti funerari scavati nella roccia, tra cui il più famoso è la necropoli di Montessu, nella zona di Sulcis.

La più insolita pagina nella storia dell’isola è legata alla civiltà nuragica. 3.500 anni fa questo popolo misterioso eresse circa 7.000 nuraghi in tutta la Sardegna, si tratta di fortezze uniche diventate il simbolo dell’isola. A queste imponenti costruzioni megalitiche, che fanno ormai parte integrante del paesaggio, si è attribuito nel tempo un carattere fantastico e misterioso. Tra i più famosi, il grandioso complesso “Su Nuraxi” di Barumini, che fa parte della lista del patrimonio dell’UNESCO, e il nuraghe “Arrubiu” nella cittadina di Orroli.

A partire dal IX sec. a.C., il facile approdo delle coste sarde ha permesso ai Fenici la diffusione del commercio su tutta la regione e la fondazione dei primi insediamenti diventati poi le grandi città come Caralis (futura Cagliari), Nora e Olbia. I Fenici importarono inoltre la famosa arte del bisso. L’unica custode del segreto di produzione di questo leggerissimo tessuto d’oro fatto con le fibre dei molluschi di mare, è l’isola di Sant’Antioco, situata nel sud-ovest dell’isola. Nel 238 a.C., dopo la Prima Guerra Punica, la Sardegna passa sotto il dominio dell’Impero Romano, a testimonianza della cui presenza sono numerosi gli anfiteatri e le terme, i templi e i mosaici, ma anche la lingua latina, la base da cui poi si svilupperà la lingua sarda parlata dagli isolani.

Dopo la caduta dell’Impero Romano l’isola subisce molteplici incursioni e conquiste da parte dei vandali, delle tribù del nord Africa, da arabi e bizantini, fino ai primi decenni del 1200, quando un gruppo di mercanti provenienti dalla Repubblica Marinara di Pisa approda a Cagliari, insediandosi nell’area collinare dove sorgerà in seguito il Castello. I pisani sono gli artefici della fortezza grandiosa fatta di solide mura, bastioni e torri difensive, due delle quali ancora intatte e che rappresentano una delle attrazioni più importanti della città. Successivamente alla dominazione pisana, intorno al 1324 sopraggiunsero gli Aragonesi che conquistarono il Castello e per i successivi quattro secoli imposero il loro dominio sull’isola, importando la loro lingua e tradizioni che si mescolarono e sovrapposero alle tradizioni preesistenti, caratterizzando l’isola come un territorio a se stante, veramente unico anche rispetto al resto dell’Italia.

L’architettura medioevale, la lingua e le tradizioni, i colorati costumi tradizionali, la passione per equitazione, sono tracce evidenti della dominazione spagnola in Sardegna.

Solo nell’anno 1718 la Sardegna passa sotto il dominio del Duca di Savoia, il principe di Piemonte, e a partire da quel momento ha inizio la storia “italiana” dell’isola.

La Sardegna offre tanti aspetti diversi tra loro, dalle cittadine della montuosa Barbagia, con i suoi famosi “murales” dove sembra che il tempo si sia fermato, alla Cagliari moderna e dinamica, o alla lussuosa Costa Smeralda, con le sue boutique d’alta moda, i ristoranti e i night club all’ultima moda.